Michela Cerruti si racconta: “Dalla psicologia alle monoposto”

 

 

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Michela Cerruti a Donington Park

 

Pubblicato su Formula Passion

La pilota romana affiancherà Jarno Trulli nella nuova avventura elettrica del motorsport.

Dopo un’ottima stagione in Auto Gp, Michela si prepara alla nuova sfida dei motori elettrici elettrici.

La raggiungo al circuito di Donington per gli ultimi test prima della tappa ufficiale di Pechino. Arrivo alle 10 pensando di essere in anticipo ma Michela è già a provare dalle 7 e mezza di mattina…

Michela, dalla Auto Gp alla Formula E, direi un bel salto…

Sono due mondi diversi. La Formula E è una novità per tutti. L’AutoGp è affascinante, ma l’auto comincia ad avere un po’ di anni.

Una categoria minore ma che sui rettilinei regala sempre brividi?

Indubbiamente, il carico areodinamico è inferiore alla GP2 ma parliamo sempre di un motore da 550 cavalli; sul circuito di Monza superi anche i 300 km/h.

Un primo bilancio dopo questi test?

Al momento tutto è una variabile. I circuiti che troveremo sono molto diìversi. Rispetto a Donington si consumerà comunque meno energia sui tracciati cittadini; ci sono rettilinei più corti, curve più lente. e più frenate con le quali si rigenera l’energia.

Pensi sia un nuovo capitolo del motorsport?

Si, lo è. Non può diventarlo per tutto il mondo dei motori, perché servirebbe una rivoluzione di almeno 100 anni. Ma non sarebbe nemmeno necessario.

Tu e Katherine Legge, due donne protagoniste in questa nuova serie. Il sogno rimane quello di andare in F1 però?

Quando sali su una monoposto credo sia normale desiderare di guidare vettura di F1. Ma è molto difficile. Serve un budget enorme e qualcuno che sia disposto a rischiare su di te. Ci sono molti ex piloti della massima categoria, quindi anche se parliamo di due mondi diversi c’è un assaggio di F1 anche qui.

Hai vinto ad Imola nei 20 anni dalla morte di Ayrton, cosa hai provato?

E’ stato il picco di questa stagione. Molti lo ritenevano un obiettivo irraggiungibile ma ci ho creduto. E’ un grande risultato considerando la mia esperienza sulle monoposto. Questo successo mi ha aiutato anche ad avere rispetto dagli avversari. Si può dire tanto delle donne in pista, ma alla fine devi rispondere con i risultati.

Come ti trovi in squadra con Jarno? Ti fa sentire in competizione il fatto di avere al tuo fianco uno specialista dei giri veloci?

Qui il livello è altissimo, poi aver ricevuto la chiamata di Jarno è stato un onore perchè parliamo di uno dei migliori piloti italiani della storia della F1.

Jarno è stato l’ultimo pilota a rappresentare l’Italia in F1. Come ti spieghi questa assenza?

Le motivazioni possono essere tante. Indubbiamente ci sono dei Paesi in cui le Federazioni aiutano di più i piloti. Poi i team di F1 fanno le loro scelte…è un peccato perché abbiamo ottimi talenti nelle categorie minori che vanno molto forte. La Ferrari Academy dovrebbe lavorare in questo senso, fino ad ora questa politica è mancata un po’. L’italiano poi è la lingua del motorsport perché c’è Ferrari, Pirelli, non è un caso che molti parlino italiano.

Anche il Gp di Monza è a rischio…

Vediamo. Ma la colpa non è di Ecclestone. Bisogna rimanere in linea con i tempi. Non possiamo pensare di avere più degli altri. Ci sono delle condizioni contrattuali per avere la F1 e bisogna rispettarle. Spero comunque che la F1 rimanga ancora per tanti anni. Sono ottimista visto che hanno appena rifatto la parabolica quindi ci sarà stato un buon motivo.

Allora facciamo gli auguri a Ivan Capelli, nuovo presidente dell’ACI Milano?

Certo, quando lo incontro glieli farò.

 


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