Sarà per una F1 che non piace più – soprattutto se la Ferrari non vince – ma il Presidente Luca di Motezemolo continua a sognare un ritorno alla 24 ore di Le Mans con un prototipo della Casa di Maranello.
Troppo affascinante questa gara e in futuro non facciamo fatica a immaginare al volante di una Rossa proprio Fernando Alonso che è stato l’ospite d’onore della 24 ore più famosa del mondo. E Fernando ha pure indossato tuta e casco per salire su una 512S del 1970, della serie buttiamoci sui prototipi visto le poche soddisfazioni della F14T.
Le Mans rispetto alla F1 è una gara di durata e altrettanto dura, dove l’esperienza in alcuni casi può risolvere molti problemi.
Lo dimostra l’ Audi, che firma la sua doppietta mandando sul podio la R18 numero 2 di Benoit Tréluyer- André Lotterer- Marcel Fässler, insieme alla vettura gemella guidata da Tom Kristensen Lucas Di Grassi e l’ex F1 Mark Gené.
Il team bavarese conferma competitività e affidabilità, ma soprattutto la capacità di rimboccarsi le maniche. Lo sanno bene i meccanici pronti a ricostruire una nuova vettura dopo il brutto incidente di Duval.
Più pezzi di ricambio e una macchina di più in pista rispetto alla rivale Toyota, che deve accontentarsi del terzo gradino del podio con il trio Lapierre-Buemi-Davidson. Un podio che potrebbe occupare anche l’altra Audi del nostro Marco Bonanomi al secondo posto nella prima ora di gara, se non venisse tamponato dalla Toyota di Nicolas Lapierre e la Ferrari di Sam Bird, che arrivano ad alta velocità in regime di safety car.
Esordio molto sfortunato quello della Porsche, tornata nella competizione principe dell’Endurance dopo 16 anni di assenza. La squadra di Stoccarda paga a caro prezzo la scarsa affidabilità della vettura. A farne le spese l’ex pilota di F1 Mark Webber insieme a Timo Bernard e Brendon Hartley, alle prese con problemi alla pompa dell’olio.
Nella GT invece trionfo Ferrari, con il nostro Giancarlo Fisichella che si aggiudica questa competizione con la sua rossa 458 n 51, insieme ai compagni Gianmaria Bruni e Toni Vilander.
Dietro la squadra di Maranello si piazza la Corvette dell’ex F1 Jan Magnussen, padre del pilota McLaren Kevin, Antonio Garcia e Jordan Taylor.
Il successo in GTE della rossa è stato giudicato molto importante da Montezemolo e questo potrebbe dirla tutta sulle sue dichiarazioni rilasciate al Wall Street Journal -poi smentite- di un possibile addio alla F1; un circus in crisi che non lo diverte più, al contrario della 24 ore di Le Mans, una competizione storica, lunga ma soprattutto mai noiosa.
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