Rossi come Baggio, grande escluso della Nazionale

ROSSIBAGGIOCi aveva sperato fino all’ultimo, Giuseppe Rossi questo Mondiale lo voleva a tutti i costi.

Il recupero in tempi record dal brutto infortunio al ginocchio e la sua forza di volontà non sono stati sufficienti a convincere Cesare Prandelli a portarlo in Brasile con il resto del gruppo.

Si sa, ogni Europeo o Mondiale si lascia dietro una lista di esclusi eccellenti che accettano la scelta del Mister con malcelato dispiacere. Giuseppe Rossi non fa eccezione ma si leva qualche sassolino dalla scarpa attraverso il proprio account di Twitter.

“Tutti dicono fuori forma: chiedete a chiunque i valori dei test in settimana e della partita. Vi stupirete. Contrasti? Paura? Che ridere…”

Per Pepito questa è una storia che si ripete. Prima l’esclusione dal Mondiale del 2010 per scelta di Marcello Lippi, poi l’infortunio al ginocchio che gli preclude l’Europeo due anni dopo.

Ora l’ennesima delusione per uno come lui che, nato nel New Jersey, ha scelto la nazionale dei suoi genitori invece di quella statunitense.

Il rientro con gol nella gara contro il Sassuolo e i test positivi a Coverciano, danno l’impressione che il Mondiale sia vicino per l’attaccante viola,  eppure Prandelli, nonostante la grande stima che nutre per il giocatore, è di diverso avviso.

Gli esempi nel nostro calcio non mancano. Giuseppe Rossi come Roberto Baggio. Il Divin Codino ai tempi del Brescia si rompe il crociato nel suo momento di forma migliore, torna in campo dopo 76 giorni e segna contro la Fiorentina. Ma Trapattoni, nonostante si dica favorevole ad una sua convocazione, non porterà mai Roby con lui in Corea.

Storie di campioni, che utilizzano gli ostacoli come carburante per la propria crescita, abili a trasformare il veleno in medicina.

Storie di sfide e di imprese che affascinano gli amanti del calcio, ma che nei momenti delle scelte non convincono i Ct di turno.


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