La terza via torna di moda
Da Forza Italia a Forza Matteo. Il nuovo premier italiano –il terzo di fila non eletto- si prepara a mettere in campo il suo programma.
Un governo di facciata, ringiovanito, ma che mantiene sempre le stesse caratteristiche. Il Ministero dello Sviluppo Economico va a Federica Guidi e si fa contenta, quindi, la Confindustria; quello del Lavoro va all’ex Presidente delle Coop Giuliano Poletti per tranquillizzare la sinistra.
Torna così in voga la terza via, ossia quella combinazione tra politiche neoliberiste e socialdemocratiche, che ha avuto inizio con il New Labour inglese guidato da Tony Blair.
Intanto si parte con le frasi ad effetto immediato: riforma del lavoro (l’anglicismo Job Act suona meglio), sblocco dei debiti della PA e più soldi per chi guadagna 1500 euro al mese. Come si possono sbloccare i debiti della PA senza superare il 3% tra deficit e PIL che l’Europa ci richiede?
Politica fiscale espansiva accompagnata da tagli alla spesa corrente; un progetto ambizioso -dice la Merkel- quasi a volergli subito tagliare le gambe.
Matteo come Tony? Blair in aula si rivolse una volta all’allora Premier John Major dicendogli: “Debole, debole, debole. Tu sei guidato dal tuo partito, io sono il leader del mio”. Ci immaginiamo Renzi fare lo stesso a Montecitorio? Sembra più un’uscita da Cavaliere. Per il momento Matthew si limita a dire “Non ho l’età”, citando Gigliola Cinquetti.
Eppure l’endorsement all’ex sindaco di Firenze arriva proprio dall’ex Premier britannico che vede in Matteo un giovane di carisma capace di fare le riforme di cui il nostro paese ha bisogno; che assist!
Meglio andarci cauti con gli accostamenti. Sarà che una volta la classe politica si formava nelle scuole di partito, ora c’è una classe di venditori/pubblicitari che ha sempre un claim pronto per ogni situazione; manco a dirlo si passa dal milione di posti di lavoro al milione in più in busta paga.
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