Crisi Ucraina, tornano i venti della guerra fredda

KIEVDagli scontri a distanza al ritorno della guerra fredda.

Se lo scudo antimissile della NATO nell’Europa Orientale aveva irrigidito le relazioni tra Stati Uniti e Russia, ora la guerra civile che è scoppiata in Ucraina rischia di creare ulteriori tensioni con Vladimir Putin.  Lo Zar aveva  fatto installare, come risposta allo scudo, missili balistici nell’ovest della Russia.

Quello in Ucraina non è solo uno scontro di idee tra chi vuole un paese filo-russo o più europeo, in mezzo ci passa il gas.

Il metanodotto che attraversa l’ex repubblica sovietica rifornisce in gran parte l’Europa –in alcuni casi per il 100%- e l’Italia per almeno l’80%.  Putin ha cercato da parte sua di dissuadere l’ ormai ex presidente Yanukovych  -uomo di Mosca- a firmare  l’accordo con l’UE, cercando di calmierare il costo del gas ma, nonostante tutto, la popolazione vuole più Europa.

Dopo gli scontri di Kiev che hanno causato oltre 100 morti, l’UE chiede sanzioni, la Russia rischia di rimanere isolata.

I giochi di Sochi si stanno rivelando un arma a doppio taglio dal punto di vista dell’immagine, in primis per le leggi contro i gay e poi per la pessima idea  del CIO di non far indossare il lutto al braccio agli atleti ucraini, una cassa armonica per l’Europa e per gli Stati Uniti.

Allora ecco che Germania e Francia, le due potenze ormai guida del continente, escono allo scoperto; c’è anche la  Polonia, paese strategicamente importante nello scacchiere dell’Europa orientale. Riunione quindi dei rispettivi ministri degli Esteri a Kiev.

Non desterebbe stupore se sulla falsariga della Libia, l’Europa -alias Francia- stesse supportando i manifestanti, fornendo loro armi.

È necessario fare un’altra analisi su quali possono essere i risvolti di un addio allo storico alleato russo. Se da un lato assistere alla liberazione di Yulia Tymoshenko (ex primo ministro detenuta in carcere per “abuso di ufficio”) ha un grande effetto mediatico, dall’altro non bisogna dimenticare che tra i sostenitori delle istanze europeiste ci sono anche gruppi neonazisti, e quelli con l’Europa non hanno proprio nulla a che fare. Ma ormai è tardi, l’estrema destra ha già preso in mano le redini della protesta.


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