
Durante gli anni ottanta l’Italia era famosa in politica estera per avere la moglie americana e l’amante araba. Sono gli anni di Craxi e Andreotti, quando il Bel Paese ambisce a muoversi indipendentemente nel Mediterraneo. Oggi, finita ormai la guerra fredda, cambiano in parte i protagonisti ma i nostri governi continuano a non abbandonare l’amico americano e a strizzare l’occhio alla Russia, in particolar modo quando si parla di gas.
Dopo sette anni torna in Italia in visita ufficiale Vladimir Putin, il judoka ex KGB che ha creato la sua immagine di leader con le sue proiezioni sul tatami, dimostrando l’abisso con l’allora stanco e debilitato Boris Eltsin. E’ rimasto sempre lo stesso il Putin che è arrivato a Roma a fare visita a Papa Bergoglio, ma che troverà l’occasione di salutare i due amici di sempre Romano Prodi e Silvio Berlusconi. Visita di piacere ma soprattutto di business.
Ed eccola l’Italia, quinto partner commerciale che vanta circa cinquecento imprese nel Cremlino, ma che a prescindere dai colori dei governi ha visto una presenza russa nel Belpaese in costante crescita su diversi fronti, primo fra tutti quello energetico. Nel gruppo South Stream sono presenti Francia e Germania con EDF e Wintershall, ma il progetto di fornire combustibile a Europa e Balcani bypassando l’Ucraina continua a fare gola anche all’ Eni (nonostante abbia diminuito la sua partecipazione nel gruppo); e pensare che lo Zar ne aveva anche proposto la guida a Romano Prodi ma il Professore declinò gentilmente l’offerta.
Il rapporto privilegiato con la Russia va oltre il gas. Gli oligarchi del Cremlino amano il Belpaese a tal punto che se lo comprano a suon di milioni. Ne sanno qualcosa Sardegna e Toscana, dove vengono acquistate ville e castelli per milioni di euro; c’è anche chi vocifera che Roman Abramovich, presidente del Chelsea, abbia intenzione di farsene una da sogno a Forte dei Marmi…
Per il momento l’altolà dei nostri Governi è arrivato solo quando si è parlato di calcio. Nel 2004 il magnate Suleiman Kerimov si fa avanti per comprare la Roma ma casualmente a Trigoria arriva in tempi record un controllo della Finanza e lo stesso magnate russo si schianta in seguito a Nizza con la sua Ferrari. Accordo saltato con Rossella Sensi per ragioni economiche dicono alcuni, altri sostengono che il Berlusca abbia chiamato direttamente Putin per impedire la vendita della società giallorossa.
Un russo per amico, sarebbe un bel titolo per una fiction. Siamo sicuri però che questi miliardari siano disposti solo a fare bella presenza? A loro in fondo è sempre piaciuto comandare…
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