Economia ed Ecologia: Ricerca ed Impresa a confronto

Londra Sera, Numero 16 Aprile 2011

Da sinistra: l’ex Vice-Ministro dell’Economia e Finanze Paolo Cento, Nicola Giuggioli, Paolo Gerbaudo, Emanuele Campiglio. Foto: Londra Sera

Sono forse ecologia ed economia due realtà antitetiche? Nel lungo dibattito attuale che vede nell’accaparramento delle risorse energetiche esauribili uno dei temi più cari all’Italia e all’Europa, ci si chiede se investire nella Green Economy sia un’opportunità di risparmio energetico da un lato, e di crescita economica dall’altro. La conferenza di SEL (Sinistra Ecologia e Libertà) tenutasi mercoledì 6 Aprile alla School of Oriental and African Studies è stata un’opportunità per mettere ricerca, politica ed impresa a confronto. Titolo della conferenza ECO-nomia al Verde.

Al dibattito hanno preso parte Paolo Cento (SEL), fondatore dei verdi nel 1985 e Vice-Ministro dell’Economia e delle Finanze durante l’ultimo governo Prodi; Nicola Giuggioli, imprenditore ambientale e CEO di Eco Age; Emanuele Campiglio, ricercatore italiano a Londra e membro della New Economics Foundation; Paolo Gerbaudo, corrispondente del manifesto ha moderato la conferenza.

Come rilevato dallo stesso Gerbaudo, la conferenza non avrebbe assunto quel ruolo di mera analisi del problema bensì di prognosi, provando con dati alla mano che economia ed ecologia sono perfettamente compatibili. I contesti di riferimento a confronto sono stati quello britannico ed italiano. Il Regno Unito è infatti considerato all’avanguardia per gli investimenti sulle energie rinnovabili; Nicola Giuggioli, giovane imprenditore ambientale italiano di talento ha dichiarato: “ La Green Economy crea lavoro e ricchezza; si quantificano ritorni sul capitale investito (ROI) del 18%; per le società essa invece rappresenta un risparmio del 30%; investire in questo settore è l’unico modo che abbiamo per uscire dalla crisi e mandare avanti l’economia”.

Emanuele Campiglio -ricercatore economico- ha in seguito preso la parola ed ha evidenziato i differenti approcci britannici ed italiani in merito all’economia ambientale, sottolineando l’importanza della creazione di una Green Bank, così come avvenuto nel Regno Unito.

Nel confronto fra la realtà britannica ed italiana sui temi ambientali, non poteva mancare il tema delle mancate liberalizzazioni ed il difficile accesso al capitale in Italia; in termini di impresa poi Nicola Giuggioli ha aggiunto: “Il Regno Unito dà ai giovani la possibilità di crescere e fare impresa; per avviare un’attività sono necessarie 24 ore e 200 sterline; in Italia hai bisogno di tre mesi e di 15’000 euro per sbrigare le pratiche burocratiche. La certezza legislativa, nonostante i tagli al settore del governo Cameron, rappresenta comunque il perno fondamentale per noi imprenditori nel Regno Unito.”

Paolo Cento ha inoltre evidenziato la mancanza di strategie sulle politiche energetiche in Italia dichiarando: “La questione ecologica rappresenta il salto di qualità della sinistra italiana.” Sul lato della finanza pubblica ha aggiunto: ”Nell’attuale esecutivo è mancata una razionalità di bilancio; l’assenza di una contabilità ambientale rappresenta un alto costo per la finanza pubblica. ”Sui tagli previsti agli incentivi sul solare e l’eolico dal decreto del 6/3/11, Paolo Cento non ha dubbi nell’affermare che” quei tagli servono in realtà a finanziare gli investimenti sul nucleare. Siamo inoltre indietro con il trattato di Tokyo e si sottovaluta il cambio climatico.”

Come precisato in fase d’inizio da Paolo Gerbaudo, la conferenza ambientale organizzata da SEL ha effettivamente destato interesse nel pubblico e gli addetti alla stampa per la capacità dei partecipanti di non farsi tentare dalla mera analisi ma nel fornire una completa chiave interpretativa del problema ambientale, nella quale politica, ricerca ed impresa italiana hanno comunicato con un’unica voce.


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