Marchionne impone la sua linea di Relazioni Industriali

FIAT Pomigliano: contratto firmato. Il PD è diviso

Sergio Marchionne
L'a.d FIAT Sergio Marchionne (foto ADN KRONOS)

You cannot eat the cake and have the cake at the same time.

Questa simpatica espressione inglese, che si addice a chi non vuole prendere una posizione netta, sembra descrivere momentaneamente il PD, che sul contratto di Pomigliano tra Fiat e metalmeccanici risulta molto diviso. Fioroni (area veltroniana) è favorevole all’accordo mentre l’ala bersaniana sembra osteggiare la nuova forma contrattuale firmata da FIAT e le sigle sindacali ad eccezione di FIOM (CGIL).

La rigidità dei contratti collettivi, in effetti, non stimola produttività e progressione professionale; la dicotomia rigida lavoratore specializzato vs generico non incentiva l’impresa ad investire, riducendo in questo modo salari ed opportunità di carriera per il lavoratore.

Secondo il contratto firmato fra FIAT e parti sindacali, è previsto un aumento di €30 lordi per dodici mensilità, 5 nuovi  gruppi professionali e fasce professionali intermedie. Tutto ciò garantisce investimenti e lavoro per 4600 lavoratori.

Sembra che una parte del mondo sindacale sia ancora ancorata a vecchi modelli novecenteschi, o per mancanza di lungimiranza o semplicemente perché lo status quo rappresenta un altro aspetto del corporativismo italiano tramite il quale si vuole garantire la propria ragion d’essere tout court.

Il PD non sa se abbandonare l’alleato storico rappresentato dalla CGIL con tutti gli iscritti che sono una buona fetta di elettorato o se,viceversa, dimostrare di essere una forza riformista che nel recente passato sotto il nome di PDS aspirava con D’Alema ad incarnare il New Labour italiano.


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