Il DDl sulle intercettazioni o “Legge bavaglio” come è stata chiamata da alcuni, è stata considerata un potenziale rischio per la libertà di stampa in quanto sposterebbe l’equilibrio fra libertà di informazione e riservatezza solo verso quest’ultima. Questa è l’opinione del Garante per la Privacy Francesco Pizzetti.
I conservatori italiani che tanto si ispirano al modello statunitense, dovrebbero sapere che negli USA questo equilibrio è garantito senza multe o detenzione per i giornalisti o editori. Nel caso vi sia una fuga di notizie prima di messa agli atti del giudice, non è il giornalista o l’editore a pagare, ma il magistrato stesso.
In un contesto nel quale l’editoria italiana è in chiara difficoltà finanziaria e, di conseguenza, soggetta ad una sorta di leveraggio da parte del mondo politico attraverso la legge 416 sull’editoria (sussidi a fondo perduto e agevolazioni sui costi dei beni intermedi), è del tutto inopportuno far approdare in fretta e furia un DDL che ha come obiettivo quello di penalizzare penalmente e pecuniariamente gli editori ed i giornalisti, scoraggiando la pubblicazione di notizie che possano risultare scomode.
Togliendo per un istante il caso della detenzione, un’editoria provata dal calo di vendite e dai conseguenti passivi in budget, non sarebbe in grado di sostenere pene pecuniarie dovute ad articoli poco graditi.
Ancora una volta ci si riempe la bocca di liberalismo, ma di fondo siamo ancora uno Stato per certi versi autoritario o, per altri, eccessivamente garantista per i disonesti.
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